Pappataci

pappataci

Il pappatacio o flebotomo, letteralmente "tagliatore di vene", dal greco "flebo temno", è noto anche come "pappatacio" in quanto non emette rumori con il suo volo crepuscolare-notturno e quindi si nutre in silenzio (‘mangia’ – ‘tace’). Si distinguono, infatti, dalle zanzare proprio per il fatto di non emettere il classico ronzio.
 
Le abitudini
I pappataci vivono in aree collinari e di pianura, di giorno si rifugiano in luoghi freschi e riparati come abitazioni, stalle, cantine e grotte. Il loro ciclo vitale si snoda tra le fasi di: uovo, larva, pupa e adulto. Solo le femmine sono ematofaghe, quindi pungono per succhiare il sangue umano e animale. I maschi, invece si nutrono di sostanze zuccherine.
 
Le punture
Anche in questo caso, le punture sono irritanti e provocano rigonfiamenti più o meno gravi con successive infiammazioni cutanee. Esiste anche una malattia trasmissibile sia all’uomo sia agli animali domestici, chiamata ‘febbre dei pappataci’.
 
Gli insetti ne sono i vettori e trasferiscono questo virus di generazione in generazione. Questa malattia è comunemente conosciuta come ‘Leishmaniosi’ e tutti i proprietari dei cani sanno quanto essa possa essere pericolosa. Un cane affetto da questa patologia può anche non mostrare i sintomi per anni, ma al tempo stesso trasmetterla ad altri.
 

I sintomi
La leishmaniosi cutanea provoca lesioni sulla pelle, che possono diventare ulcere. Se la malattia è viscerale, invece, gli organi colpiti sono fegato e milza con conseguente febbre e dimagrimento. Se questo dovesse succedere la prima cosa da fare è contattare il proprio medico.

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